Detrazione del 55% fotovoltaico: quando è cumulabile con gli incentivi

March 22nd, 2013

”La risposta va incontro alle aspettative del settore. Infatti l’Agenzia riconosce che l’installazione di impianti fotovoltaici rientra tra gli interventi che possono fruire delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e segnatamente tra quelli finalizzati a conseguire un risparmio energetico. Peraltro  il contribuente che intende beneficiare della detrazione non dovrà produrre particolare documentazione che attesti il risparmio energetico, in quanto, anche in base alle indicazioni del MISE, la realizzazione dell’impianto a fonte rinnovabile comporta in sé un miglioramento della prestazione energetica dell’edificio e quindi non è necessario produrre alcuna certificazione, con notevoli effetti quindi di semplificazione e riduzione di oneri”.

E’ il commento di Maria Antonietta Portaluri, direttore generale di Anie, al quale si è aggiunto anche il commento di Valerio Natalizia, presidente di GIFI, l’associazione delle imprese del fotovoltaico aderente ad Anie, che sempre per le specificazioni fatti sulla detraibilità da part dell’Agenzia delle entrate, ha voluto sottolineare che “Il settore fotovoltaico ha richiesto e sollecitato questo pronunciamento e lo accoglie con estremo favore. Ha infatti il merito di fare chiarezza tra gli operatori e i cittadini, soprattutto in un momento in cui l’industria nazionale fotovoltaica già soffre i numerosi cambiamenti normativi intervenuti e il calo nella domanda per il conseguimento delle tariffe incentivanti del Conto energia”.

In sostanza secondo quanto interpretato dall’Agenzia delle entrate la detrazione è cumulabile con lo scambio sul poso, ma non con l’accesso alle tariffe incentivanti.

 

Sospesa la tratta Genova Olbia di GNV

March 16th, 2013

La compagnia di navigazione privata di Grandi Navi Veloci ha reso noto, che dato il calo che è stato registrato negli ultimi anni sulle prenotazioni per i traghetti sardegna, anche per la prossima stagione si prospetta una situazione non ideale, per cui ha confermato solo uno dei due collegamenti che partono dal porto ligure per collegare il continente all’isola sarda. Quindi è stata confermata la rotta dei traghetti sardegna 2013 che unisce genova a Porto torres, mentre è stata sospesa la rotta che collega genova a olbia, fino a data da destinare.

Quello che è certo è che per la stagione traghetti 2013, chi è già in possesso di un biglietto per sulla tratta sospesa dovrà accettare di spostarsi sull’altra linea con sbarco a Porto Torres (i costi aggiuntivi saranno comunque interamente a carico della compagnia GNV), oppure dovranno richiedere il rimborso del costo del biglietto, che avverrà ovviamente in modo integrale.  le ragioni di questa scelta sono state spiegate dal direttore generale di Grandi navi Veloci, Ariodante Valeri, il quale ha dichiarato che  “La Sardegna è una meta che ha registrato negli ultimi anni una costante diminuzione dei flussi turistici. In questo momento congiunturale cosi’ difficile, la nostra azienda non può in alcun modo operare in regime di perdita”.

In più il dg Veleri ha anche aggiunto che “I livelli di prenotazione registrati ad oggi per Olbia  non ci consentirebbero di operare quella linea con profitto. Ci auguriamo che in futuro il trend subisca un’inversione di tendenza, che consenta alla compagnia di ripristinare i collegamenti con Olbia”. Sarà la stessa compagnia a contattare ciascun passeggero con biglietto già acquistato e presentare le due alternative per risolvere la questione.

Attenzione ai finti “prestiti tra privati”

March 7th, 2013

I prestiti tra privati, noti anche come social lending, non rappresentano tanto la moda del momento quanto una vera e propria necessità per far fronte alla stretta creditizia che le banche non accennano a rallentare. Tuttavia bisogna sempre fare attenzione ad alcuni aspetti fondamentali, perché come purtroppo spesso accade, c’è sempre chi è disposto ad approfittarsene.

Ciò non significa che la modalità del prestito tra privati non sia valida, ma basta sincerarsi che sia anche autentica. Infatti anche se si parla di “prestito tra privati” quello vero deve passare attraverso l’intermediazione di apposite piattaforme che hanno ottenuto l’autorizzazione da parte della Consob e che siano sottoposte sotto la sua autorità e vigilanza.

Questo perché si è diffusa la tendenza di una specie di “phishing” dove privati creano annunci fittizi che sfruttano per estorcere denaro, che non rientra assolutamente nel prestito tra privati, e sarebbe meglio parlare di pura e semplice truffa. Si tratta di annunci che girano su siti creati appositamente a questo scopo, e il raggiro a volte purtroppo riesce.

Ma basta essere molto attenti, anche al tipo di esposizione e dei termini usati, si parla di somme molto elevate e spesso non ci sono riferimenti espliciti ai tassi di interesse, e quando lo sono, è evidente che si tratta di interessi al di fuori di ogni logica di mercato, pur parlando di tassi più morbidi. In ogni caso bisogna diffidare di quegli annunci che vengono indirizzati direttamente sulle e-mail dei malcapitati: chi cerca un prestito o vuole investire il proprio denaro, si rivolge direttamente a queste piattaforme.

 

Calendario macro Usa: i dati sostengono il dollaro

March 4th, 2013

La paura del fiscal cliff non paralizza i mercati e non scoraggia coloro che vogliono investire nella divisa americana, grazie soprattutto alla lunga serie positiva che continua ad arrivare dalle notizie dei dati macroeconomici, che puntano sempre più fortemente verso un consolidamento della ripresa economica, nonostante l’adozione di provvedimenti poco positivi come ad esempio i temuti sequester.

Intanto sono giunte due notizie particolarmente positive per quanto riguarda i tassi di cambio aggiornati in netta salita, rispetto specialmente rispetto all’euro e le principali altre valute. Tra i dati più significativi della giornata odierna pesano in modo positivo i dati comunicati dal Dipartimento del Commercio e per i dati dell’indice Shiller sull’andamento dei prezzi delle case (specialmente questi ultimi vengono considerati come utili market mover, quindi in grado di spostare o sostenere il trend della valuta e vanno sempre considerati con la giusta attenzione per guadagnare col forex).

Per quanto riguarda i dati del dipartimento del commercio, questi si rivolgono agli ordini di beni durevoli (Durable Goods Orders) che sono cresciuti negli USA del 5,7%, mentre le attese degli analisti si fermavano al 3,8%.  Ma è soprattutto l’andamento dei prezzi delle case che sono aumentati a gennaio negli Stati Uniti, per l’ottavo mese consecutivo, come sottolineato dall’indice S&P/Case-Shiller Composite-20 HPI (Home Price Index), che  è aumentato nel mese di  gennaio su base annuale dell’8,1%.

Arriva l’Ok del Tar ai Monti Bond per Mps

February 27th, 2013

Gli investitori che hanno i vari prodotti emessi dalla banca Mps potrebbero tirare un sospiro di sollievo, dopo la decisione del Tar del Lazio di rigettare il ricorso con il quale l’associazione dei consumatori, il Codacons, aveva richiesto che venisse disposto il blocco della loro emissione, per un valore   di 3.9 miliardi di euro,motivato dalle “conseguenze pregiudizievoli per l”intero Paese e per l’istituto bancario” e comunque a “danno della collettività”. Di fronte ad un Paese costretto a grandi sacrifici, la decisione del governo Monti infatti ha suscitato non poche polemiche.

Ma non è detta ancora l’ultima parola perché il il Codacons sta vedendo se fare ricorso al Consiglio di Stato, o se attendere l’emanazione della sottoscrizione del provvedimento da parte del ministro dell’Economia, ed eventualmente, in questa seconda ipotesi, far di nuovo ricorso al Tar. Gli avvocati del Codacons fanno infatti notare che la decisione del Tar del Lazio non ha riguardato un giudizio di legittimità ma è stata determinata dal fatto che il Tar ha rigettato il ricorso “non perché i Monti bond fossero regolari e legittimi, ma solo in funzione della mancata emanazione del decreto che eroga materialmente il prestito da 3,9 miliardi di euro. Di conseguenza per il Tar, non essendo ancora stato emesso tale decreto, non vi sarebbero danni gravi irreparabili ed immediati”.

Si tratta quindi di una situazione che al momento sembra essersi sbloccata ma che potrebbe essere nuovamente bloccata nell’immediato futuro. Quello che è certo è che il Codacons ha deciso di non arrendersi, e che seguirà una delle due strade che potrà percorrere, entrambe al vaglio dei suoi legali.  Intanto dalla sentenza del Tar si legge che “Considerato che tale prospettazione in ordine al lamentato pregiudizio – anche sui profili di concorrenzialità e libero mercato evidenziati da parte ricorrente nel corso della camera di consiglio collegiale – appare indeterminata e meramente eventuale nel suo realizzarsi, allo stato del procedimento finora espletato, né sorretta da elementi idonei alla configurazione dei ricordati presupposti previsti dalla norma”.

Però i giudici stessi hanno mantenuto la facoltà di “ogni altra valutazione in rito e merito anche in relazione ad ulteriori approfondimenti istruttori relativi a quanto finora depositato in giudizio” per sottolineare che anche a loro detta questa decisione non è definitiva.

 

Dalla Abi, brutte notizie per mutui e prestiti

February 21st, 2013

Il consueto bollettino mensile dell’associazione banche italiane (Abi) non rassicura coloro che hanno bisogno di far ricorso ai finanziamenti, dal momento che i numeri, almeno loro non mentono, e dall’analisi di questi numeri sulle erogazioni sotto forma di prestiti alle famiglie e alle imprese emerge una ulteriore stretta sull’intero settore.

Un dato preoccupante specialmente se si considera che nel solo mese di gennaio la riduzione dei finanziamenti è stata pari a 3,3 per cento su base annua, con una ulteriore crescita rispetto al dato precedente quando la stretta adottata dalle banche era stata, nel mese di dicembre 2012, pari al 2,5 per cento. Insomma il 2013 riprende con il calo nell’erogazione dei finanziamenti più corposo negli ultimi due anni, quando ormai ci si sarebbe dovuti allontanare dall’epicentro della crisi finanziaria.

A peggiorare la situazione c’è inoltre la crescita del tasso applicato sui mutui che a gennaio è salito al 3,75 per cento, dal 3,7 per cento di dicembre 2012. Ma è cresciuto anche il tasso sui prestiti in euro alle società non finanziarie che è arrivato al 3,71 per cento dal 3,65 per cento del mese di dicembre 2012. Insomma in Italia non solo i mutui e i prestiti sono più cari che altrove, ma lo stanno diventando sempre di più e in modo più pesante da sostenere in un periodo di massima difficoltà per milioni di consumatori e centinaia di imprese.

In più, il direttore centrale dell’Abi, Gianfranco Torriero, ha anche aggiunto che l’abi ha intenzione di rivedere “le stime sulla dinamica del Prodotto interno lordo per il 2013″, dal momento che “Visto il dato Istat del quarto trimestre 2012, -0,9% invece del previsto -0,4% a marzo, ci sarà una revisione”.

La nuova App su iPhone per la comparazione dei finanziamenti

February 16th, 2013

L’avvento dei telefonini “intelligenti” ha mantenuto le proprie promesse, e ha effettivamente concentrato i propri sforzi per semplificare la vita ai propri detentori. Ecco perché continuano a proliferare le app di ogni tipo, tra le quali moltissime svolgono dell funzioni molto utili, come è il caso della app di MyMutuo 2.

Si tratta in particolare di una nuova app che almeno per il momento può essere scaricata in modo perfettamente gratuito, e che permette di fare simulazioni di mutui e comparazioni per mutui, ma anche tutte le varie tipologie di prestiti e finanziamenti dei quali si potrebbe avere bisogno.

Per scaricarla, dato che al momento è disponibile solo per iPhone basta andare nell’App Store e dare l’ok per il suo download. Dopo di che basteranno pochi movimenti e touch per attivare l’applicazione e trovarsi in “banca” a fare le proprie simulazioni. Le simulazioni che possono essere fatte sono personalizzabili in quanto ognuno potrà stabilire le differenti durate, ma anche un livello massimo di raa oppure l’importo del finanziamento da richiedere ed ovviamente stabilire dei limiti per il tasso finito e il tipo di piano di ammortamento preferito.

Un servizio molto utile è la parte in cui questa app “MyMutuo 2″ mette anche a disposizione lo storico dei tassi Euribor anche Libor ma questa parte è più che trascurabile) dalla loro data di entrata in vigore e fino ad oggi, mantenendosi costantemente aggiornato.

 

Pochi prestiti ma più finanziamenti di consolidamento

February 7th, 2013

Dai dati diffusi recentemente dalla Bce, la percentuale dei prestiti è calata, e per una volta ancora i dato è dovuto soprattutto a un irrigidimento dei parametri di valutazione adottati dalle banche che ora devono fare i conti con la restituzione del prestito ottenuto circa un anno a dalla stessa banca centrale europea, con in più un nuovo innalzamento dei tassi di interesse che per aziende e privati non sono mai stati particolarmente vantaggiosi.

La situazione in Italia non è tra le migliori, anche a causa dell’elevato tasso di disoccupazione e la presenza di un numero crescente di precari. Comunque a tendenza degli ultimi tempi a spinto soprattutto i più giovani a chiedere prestiti di consolidamento debiti, come persone intorno ai trent’anni che cercano piani di ammortamento non inferiori ai 6 anni. La cifra mediamente più richiesta per i consolidamento prestiti è di 10 mila euro, e spesso oltre al consolidamento viene chiesta nuova liquidità.

Utilizzando il broker di ricerca e comparazione online SuperMoney,i prestiti che possono svolgere la funzione dei finanziamenti di consolidamento, mediamente più vantaggiosi sono: a primo posto la Rata Bassotta di IBL Banca con un Taeg pari al 9,43% , ed un Tan pari al 4,70%; al secondo posto il Gran Prestito su Misura di Cariparma con un Taeg pari al 12,80%, ed un Tan pari al 11,50%; e al terzo posto il Prestito Personale Avvera di Credem con il Taeg pari a 12,99%, ed il Tan pari allo 11,90%.

 

Sempre più prestiti e un futuro incerto

February 2nd, 2013

Gli italiani non anno fiducia nel futuro, soprattutto perché hanno visto il potere di acquisto sempre più ridotto, i propri risparmi intaccati e sono dovuti ricorrere in misura maggiore all’indebitamento. Da alcune recenti indagini è emerso che sono soprattutto coloro che hanno un reddito non stabile a fare ricorso all’indebitamento, ovvero le partite Iva, con redditi estremamente variabili e i lavoratori precari, nonostante per loro l’incertezza sia ancora più grave.

Questi dati sono stati resi in modo ufficiale nel “Rapporto Italia 2013″ pubblicato dall’Eurispes, che ha messo in evidenza anche un cambiamento di atteggiamento da parte degli italiani che hanno cominciato ad intaccare i propri risparmi. Quindi non solo non sono in grado di risparmiare, ma devono anche usare i propri risparmi per far fronte agli impegni quotidiani.

In più si passa all’indebitamento che riguarda sia l’obbligo di onorare le rate fatte negli anni passati (come ad esempio quelle delle rate dei mutui), ma anche le spese sanitari e per chi non vuole rinunciare alle vacanze addirittura queste ultime. In particolare secondo l’Eurispes, il 35,7% fa ricorso ai finanziamenti, e il 62,3% dei prestiti è stato chiesto per far fronte ai debiti accumulati, mentre il 44,4%  per saldare prestiti precedenti.

Secondo l’Eurispes, scrive ne rapporto che “Appare evidente  come la spirale che si innesca è sintomatica della crisi che l’Italia sta affrontando e che attanaglia i cittadini in una condizione di disagio profondo, dalla quale sembra non vi sia altra via d’uscita se non quella di alimentare l’indebitamento”.

 

Un esempio di prestiti tra privati con Prestiamoci.it

January 24th, 2013

La stretta creditizia adottata da moltissime banche ha portato ad una accelerazione della diffusione del fenomeno, che fa parte sempre della sfera dei prestiti e finanziamenti, che è di origine anglosassone ma che costituisce una soluzione del tutto particolare e un po fuori dagli schemi: il social lending o prestito tra privati. Per prima cosa va sottolineato che si tratta di una procedura completamente legale, purché venga svolta attraverso piattaforme o intermediari autorizzati e quindi sottoposti a vigilanza.

Il funzionamento è semplice, e per meglio comprenderlo prendiamo l’esempio di una di queste piattaforme legali, ovvero Prestiamoci.it. Supponiamo che ci sia una persona che ha del denaro da investire, ma dato che i tassi che potrebbe ottenere sul mercato degli investimenti non lo soddisfa decide di tentare questa nuova strada. Quindi si registra e accedere a Prestiamoci.it. Quindi passa in rassegna i progetti disponibili, dove per ciascuno è indicato: il tasso applicato, la durata del piano di rimborso, la percentuale di copertura/finanziamento già raggiunto e la natura del progetto che verrà finanziato (ad esempio l’apertura di un bar).

A questo punto dovrà decidere se fare l’investimento, che quota di partecipazione eventualmente coprire e se suddividere la somma da investire su diversi progetti. Invece per coloro che hanno bisogno di un prestito, devono rendere nota alla piattaforma la somma desiderata, lo scopo del finanziamento (ovvero il progetto da finanziare) e l’eventuale tasso che riterrebbe accettabile pagare, oltre che la durata del piano di rateizzazione.